martedì 5 gennaio 2010

Il 2010 inizia bene: Parco eolico in Mugello - il no dopo un iter condiviso

Cari amici dell'ariacheta,

wow, l'anno inizia - o meglio si chiude, visto che la delibera è del 21 dicembre - con una grande notizia, che riportiamo paro paro da "Toscana notizie", organo d'informazione della Giunta Toscana:

Alla base della decisione la tutela del paesaggio e dell'avifauna

Parco eolico in Mugello, il no dopo un iter condiviso
La delibera della Regione dopo i pareri negativi di Provincia e Comune


La delibera con la quale la giunta regionale della Toscana esprime “pronuncia negativa di compatibilità ambientale” sul progetto del parco Eolico Monte Spicchio e Monte Citerna nei comuni di Barberino e Firenzuola è l'ultimo atto di un percorso condiviso che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati: dai comuni alla provincia di Firenze, alla comunità montana del Mugello, alle autorità di bacino dell'Arno e del Reno, all'Arpat e alla Ausl di Firenze, ai vari settori interessati della Regione Toscana.
La delibera approvata dalla giunta regionale Toscana il 21 dicembre 2009 riporta in sostanza i contributi di tutti gli enti e riprende le conclusioni della conferenza dei servizi che si era tenuta il 16 giugno 2009. In sintesi nei vari documenti agli atti, che risultano allegati alla delibera approvata, che sarà integralmente pubblicata sul BURT (bollettino ufficiale della Regione Toscana) emerge la non compatibilità dell'impianto eolico progettato sia per ragioni paesaggistiche, sia per ragione naturalistiche e legate alla presenza di avifauna tutelata nelle zone interessate, sia per un complessivo rapporto negativo fra i costi e i benefici. (Laura Pugliesi)

giovedì 12 novembre 2009

News III: Disciplinare l'installazione degli impianti eolici: bozza di legge in Emilia-Romagna

Riceviamo comunicato stampa dal gruppo SD Emilia Romagna:

Parchi eolici.
Mazza (SD): “Finalmente la Giunta si impegna a disciplinarne l’installazione” 

Il capogruppo Sd in Regione Ugo Mazza ha ritirato questa mattina i suoi ultimi emendamenti alla legge regionale di modifica alle norme sulla pianificazione paesaggistica, a fronte dell’impegno della Giunta di predisporre e sottoporre in Commissione Ambiente una bozza di Direttiva regionale che disciplina l’installazione di impianti industriali di produzione e trasporto dell’energia elettrica. 

E’ stato dichiarato infatti, in Commissione, dal relatore della legge di modifica, Mario Mazzotti, che la bozza di Direttiva è già disponibile per avviare una discussione. Essa sarà presentata la prossima settimana in Commissione. 

“E’ una svolta rilevante – ha dichiarato Mazza - perché l’Assemblea ha più volte richiesto alla Giunta un atto che disciplinasse le installazioni industriali di energia rinnovabile, atto che ora era diventato particolarmente urgente, visto il rischio di proliferazione incontrollata di impianti eolici di grandi dimensioni, quasi sempre imposti alle popolazioni locali e con impatti non sufficientemente discussi e valutati sulla base delle percezioni degli abitanti e dei frequentatori della collina e della montagna, così come richiesto invece dalla Convenzione Europea del paesaggio”. 

L’obiettivo, secondo il consigliere Sd, è quello di “favorire la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, ma operando per un corretto inserimento e una adeguata mitigazione degli impatti sul paesaggio, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica”.

il commento è uno solo: PERCHE' IN TOSCANA NESSUNO SI PREMURA DI FARE LO STESSO?????

News II: Chi è Vigorito? Eccolo qua...

ringraziando Paolo San, possiamo riprendere e girarvi un articolo apparso su "Il fatto":

ORESTE VIGORITO IL RE DELL’EOLICO FINISCE IN MANETTE
di Marco Lillo
Nessuno se n’è accorto. É il destino di Oreste Vigorito, sottovalutato sempre nel bene e nel male. Questo avvocato di Ercolano di 63 anni, ha accumulato una fortuna che ne fa certamente uno degli uomini più ricchi della Campania. Ieri è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere e truffa aggravata perché avrebbe chiesto e ottenuto dallo Stato stanziamenti per 60 milioni di euro grazie alla legge 488 del 1992, sostenendo il falso nelle richieste dei contributi. La Guardia di finanza di Avellino ha sequestrato sette campi eolici siciliani e sardi che rappresentavano la nuova frontiera dell’avanzata delle sue pale, dopo l’invasione di Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Nell’operazione, ideata e coordinata dal colonnello Maurizio Guarino, passato alla Dia nell’agosto scorso, a Carlentini, in provincia di Siracusa, sono state sequestrate 57 turbine; a Militello val di Catania 18 pali, a Mineo (Catania) 11, a Vizzini (Catania) 30, a Camporeale (Palermo) 14, più altre 10 turbine a Partinico (Palermo); 10 a Monreale (Palermo) e 26 turbine a Ploaghe, in provincia di Sassari. Il valore totale stimato dal pm in 154 milioni di euro in realtà è superiore, stando alle stime di mercato. L’operazione coordinata dal sostituto procuratore Maria Luisa Buono di Avellino, accende il faro sul business sporco che si nasconde dietro l’energia pulita. Vigorito ne è il campione nazionale. Presidente dell’associazione di categoria degli industriali del vento, l’Anev, ha finanziato l’Udeur e ha pagato prestazioni all’avvocato Pellegrino Mastella, figlio del segretario. Dagli anni Novanta, Vigorito batte le campagne della Daunia e dell’Irpinia, proponendo contratti di affitto ai proprietari dei terreni ventosi. Grazie ai suoi buoni agganci, comincia a fare incetta di terreni e autorizzazioni trasformando pietraie battute dal vento in miniere d’oro. L’energia eolica è finanziata generosamente, e l’abbattimento dei costi di produzione, negli ultimi anni, ha originato una bolla speculativa. L’autorizzazione per un campo vale circa 500 mila euro per megawatt. Un pacco di nulla osta per un campo da 30 megawatt passa di mano per 15 milioni di euro. II 6 agosto del 2007 il Wall Street Journal si è occupato dei campi eolici costruiti da Vigorito. Quel giorno il colosso britannico International Power li ha comprati da un misterioso fondo irlandese di nome Trinergy per un miliardo e 830 milioni di euro. E parliamo solo di una parte dei parchi eolici sviluppati nel Mezzogiorno dalla società Ivpc fondata da Vigorito, che resta proprietario di altrettanti, per un valore similare. Lo Stato italiano paga 200 euro per lo stesso megawatt che nei maggiori paesi europei vale 80. Così da noi le pale sono costruite più per afferrare i contributi che il vento. La Sicilia ne è un ottimo esempio: la rete non regge gli impianti attuali ma, invece di costruire elettrodotti, la regione regala decine di milioni a imprese che ingolfano il sistema. Vigorito e il suo rappresentante in Sicilia, Vito Nicastri, avrebbero prodotto nella domanda per i contributi pubblici “falsi contratti di locazione dei terreni su cui si sarebbero dovute istallare le turbine eoliche”, in modo da ingannare i funzionari del ministero. Inoltre, Vigorito è accusato di avere fatto figurare più volte nelle sue domande gli stessi capitali, ché, per avere i contributi, è necessario dimostrare che l’impresa mette una parte equivalente in proprio. Non a caso è indagato anche un dirigente di Centrobanca di Milano che al telefono diceva: “É tutto falso, mi sembra il mercato delle vacche, i soldi all’inizio non c’erano”. Vigorito ha tentato di scaricare tutta la responsabilità su chi aveva presentato le domande, cioè Nicastri, ma il pm Buono ha arrestato anche lui. L’imprenditore di Alcamo però ha un ruolo chiave. É il classico “sviluppatore”, una figura tutta italiana che ottiene le autorizzazioni e poi le cede a un prezzo profumato. Nei primi anni Novanta, era stato coinvolto in una storia di corruzione e ne era uscito indenne. Dopo un patteggiamento e una prescrizione, eccolo pronto per l’altra energia pulita, il vento.


Bene, ora se Vigorito volete guardarlo in faccia e vederlo parlare di persona digitate su youtube "la truffa dell'eolico", comparirà il reportage realizzato da La7 tanto ma tanto tempo fa...

News I: Arrestato Vigorito, presidente dell’ANEV l’associazione dei costruttori di impianti eolici industriali

Naturalmente i grandi media fanno finta di ignorare la notizia (così si dice - chi scrive, arroccato sui monti non ha voglia né tempo di seguirli), che però ha grande rilievo INTERNAZIONALE, si tratta di cifre da capogiro, e si può paragonare soltanto alla tanto vituperata Tangentopoli (la differenza è che per ora non risultano coinvolti politici e funzionari dello stato, ma si vedrà che frutti porteranno le inchieste).
Questo dopo mesi, se non anni, di segnalazioni, da parte di Italia Nostra, di giornalisti indipendenti e non (per ultimo Pirani su Repubblica) e di tanti altri che vedevano i brutti traffici che ruotavano (al posto delle pale, fermissime per mancanza di vento) attorno alla SPECULAZIONE EOLICA (questo era il titolo della conferenza stampa indetta da CNP-Coldiretti il luglio scorso a Roma).

Speriamo che questa novità spinga i vertici delle associazioni ambientaliste (la base attiva è già da tempo con noi) a ravvedersi e rompere un'alleanza tanto nefasta e scempia - anche perché avere rapporto con i mafiosi, se la memoria non falla, è complicità e reato. I grandi impianti sono una follia, un danno irreversibile per l'ambiente e portano vantaggi e denari agli speculatori.

Speriamo pure che questa novità possa mettere una pulce nell'orecchio alla nostra giunta comunale, alla nostra amministrazione regionale: forse esistono altre possibilità di finanziare e costruire impianti eolici, piccolini, di proprietà della comunità che li deve accogliere nel suo territorio - magari si scopre pure che i soldi dei certificati verdi, nelle casse del comune, arrivano lo stesso. Vogliamo parlarne? Il comitato, fin dalla sua nascita e per statuto, è aperto al dialogo e al confronto con tutti su tutto.
lv

domenica 25 ottobre 2009

Ariacheta News: resoconto dalla dodicesima edizione del Cinemambiente di Torino 2009

Carissimi amici, ecco per tutti un breve resoconto, gentilmente inviatoci dallo stesso Francesco Azzini, sulla presentazione del suo documentario al festival Cinemambiente di Torino Enviromental Film Festival 2009. Le pale dell'impianto proposto a S.Godenzo incombono solo sullo sfondo, il documentario parla della situazione presente... "Noi ci siamo già", alla cui realizzazione ha partecipato ampia parte del Comitato Ariacheta, può essere richiesto a www.hulot.it, oppure a www.hzmovie.net. Se poi volete vedere alcune foto e leggere i dialoghi (sinossi?) andate alla pagina: www.hulot.it/noi_ci_siamo_gia.htm

"Noi ci siamo già" sulla famiglia Della Greta, Jimmy e Simona era in concorso nel più grande festival a tema ambientale italiano e uno dei più prestigiosi d'Europa. Il direttore del Festival Gaetano Capizzi ha aperto il concorso con "noi ci siamo già" insieme al lungometraggio finlandese "Ricette per il disastro" che ha vinto due premi del concorso. Nella serata di apertura c'erano 900 spettatori a sedere che hanno applaudito con entusiasmo i due filmati. Ambedue parlavano di famiglie ecosostenibili. La famiglia composta da Jimmy e Simona e i due figli utilizza i pannelli solari e le sinergie della natura dove vivono in armonia con essa da 27 anni, e parlano della minaccia alla loro pace rappresentata dall'eventuale costruzione dell'impianto eolico sul crinale che li sovrasta. La sera successiva il documentario passava in concorso nella sezione "documentari italiani" ed erano presenti altri 85 spettatori.
La visione del filmato è piaciuta molto e diversi spettatori il giorno dopo hanno fermato i protagonisti Jimmy e Simona per le strade di Torino. Sia il direttore Capizzi che altri spettatori hanno chiesto "come mai durava così poco" visto l'argomento trattato: gli piacerebbe vedere realizzato un lungometraggio. Sono usciti articoli sulla stampa torinese come Torino sette e sul venerdì di Repubblica.

è possibile leggere la scheda di CinemAmbiente sul film a questo indirizzo:
http://www.cinemambiente.it/film_ambiente/3929_Noi_ci_siamo_già.html

mercoledì 30 settembre 2009

Ariacheta News settembre: Osservazioni PIT - Insediata commissione eolico in comune - Interrogazione Mazza

1)
Il 4 settembre il Comitato ha presentato le proprie osservazioni al nuovo Piano di indirizzo territoriale della Toscana, che in pratica dovrebbe rappresentare le nuove linee guida anche per quanto riguarda i parchi eolici sulla montagna. Leggendo il testo ci aveva colpito notare che nel nuovo piano la montagna non viene più considerata un’area di territorio con particolari ricchezze paesaggistiche e naturali da proteggere quanto piuttosto un terreno nudo e crudo da aprire allo sfruttamento economico, in tutti i modi e senza cautele – e dunque anche con gli impianti eolici industriali.
Naturalmente questo non ci va bene, come non dovrebbe andare bene a tutti gli amici della montagna e dell’ambiente. Non vogliamo che il polmone verde dell’Italia, una delle poche aree che sono rimaste al di fuori della speculazione (e in quanto tale oggetto di cospicui finanziamenti europei, vedi il progetto APE, Appennino Parco d’Europa) venga offerta in pasto ai soliti ingordi. Abbiamo quindi fatto le nostre osservazioni e insieme a noi ne hanno presentate WWF e Italia Nostra. Ora staremo a vedere che succede.

2)
Il giorno 18 settembre nel comune di S. Godenzo si è tenuta la riunione di insediamento della Commissione che si occupa, tra le altre cose, dell’impianto eolico. Nella sua relazione ai nuovi commissari, l’assessore Sandra Primarti, ha riassunto la situazione. A quanto pare tutto è fermo, siamo in attesa di capire se il progetto può essere valutato dalla sola Toscana o se invece il processo riguarda anche l’Emilia Romagna (cfr. news seguente). La Regione non risponde, nemmeno alla richiesta del Comune dell’invio di tecnici per una più accurata valutazione. Questo non può non farci piacere, perché il comitato aveva sottolineato che la documentazione prodotta era parecchio lacunosa.
Il comitato augura alla commissione un buon lavoro, e mette a disposizione (come ha sempre fatto fin dalla sua nascita) di essa tutti i documenti raccolti sulla problematicità del progetto e sulla nocività degli impiati eolici industriali.


3)
In data 22 settembre Ugo Mazza, del Gruppo sinistra Democratica Emilia Romagna ha presentato alla sua Regione n’interrogazione sull’impianto eolico a ridosso del Muraglione, in cui:

« ricordato che tra Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana era stato previsto un Accordo per la reciproca valutazione e regolazione degli impatti degli impianti realizzati sui crinali comuni o comunque visibili dal territorio di una delle due regioni; precisato che l’interpellante opera da tempo per il risparmio energetico e lo sviluppo delle energie rinnovabili; è tra i presentatori della risoluzione contro l’energia nucleare approvata dall’Assemblea; pone da tempo la necessità che siano le Istituzioni Elettive si assumano la responsabilità di indicare nei loro atti urbanistici i siti idonei e di regolare l’installazione e la gestione di tali impianti per la tutela del paesaggio, anch’esso bene di interesse pubblico; chiede alla Giunta
- se tale Accordo è stato poi sottoscritto dalle due Giunte e di conoscerne il testo;
- se è comunque a conoscenza di tale situazione e se la nostra Regione è stata coinvolta dalla Regione Toscana e con quali atti;
- di sapere cosa intende fare per evitare o ridurre l’impatto di tali pale sul paesaggio della nostra Regione.»

4)
c'è anche qualcos'altro che bolle in pentola ma per ora non lo si dice; abbiate pazienza, via.
;-))

lv.

lunedì 7 settembre 2009

Stampa amica

Ci ha scritto l'amico Fabio Valentini,
segretario nazionale di Mountain Wilderness (http://mountainwilderness.it), per segnalarci che sull'ultimo numero del notiziario nazionale hanno pubblicato un suo articolo su di noi. Gentilmente ci ha inviato il testo, che riproduciamo qui sotto. Grazie, grazie, grazie (sì, tre grazie, e ognuno ha un suo perché).



Inferno, canto XVI: nella sua Divina Commedia Dante Alighieri decanta le cascate dell'Acquacheta, nei pressi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Risalendo l'alta valle dell'Acquacheta si arriva nei pressi del passo del Muraglione, sul crinale appenninico al confine tra Romagna e Toscana; proprio qui, in territorio del Comune di San Godenzo, è stata richiesta -tramite un progetto presentato lo scorso febbraio alla Regione Toscana- la realizzazione di un impianto eolico industriale consistente in 14 aerogeneratori da 3,3 MW ciascuno, che andrebbero ad occupare o comunque ad interferire con più di cinque chilometri di crinale. Queste alcune delle caratteristiche tecniche:
- le torri sono alte 105 metri e il diametro complessivo del rotore è di 100 m, quindi l'altezza complessiva di ogni impianto è di 155 m;
- sono previsti movimenti di terra fino ad almeno 120.000 metri cubi;
- il volume complessivo dell'impianto è di 18.000 metri cubi, ogni torre ha un volume di circa 1.300 metri cubi e porta sulla sommità una navicella grande circa quanto un autocarro producendo, a regime, 106 dB(A) di rumore, corrispondenti ad un trattore che lavora a pieno regime.
In opposizione a questo progetto si sono riuniti diversi cittadini costituendo il "comitato spontaneo Ariacheta" (ariacheta.blogspot.com), che riprende il nome della vallata dantesca ed è aperto a tutti coloro che hanno a cuore la questione della speculazione eolica e la tutela dell'ambiente. Già, loro ci tengono a specificarlo: "siamo apolitici e non siamo contrari alle energie alternative, ma alla speculazione". E a loro avviso la speculazione si manifesta con le seguenti caratteristiche:
- il progetto prevede movimenti di terra fino ad almeno 120.000 metri cubi;
- il progetto, di potenza pari a 46 MW, contrasta con i contenuti del piano energetico regionale che prevede la realizzazione di impianti in 15-25 località di potenza compresa tra 15 e 25 MW;
- il progetto prevede una revisione della zonizzazione acustica presente negli strumenti urbanistici vigenti, declassando complessivamente un’area significativa fino a comprendere gli insediamenti sparsi abitati, assumendo caratteristiche di “area industriale” in corrispondenza di ogni singolo impianto;
- il progetto contrasta con specifiche disposizioni regionali che reputano l’area non idonea per la realizzazione di impianti eolici;
- il progetto non rispetta i vincoli e le disposizioni degli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale;
- il progetto risulta assolutamente banale ed assente sullo studio della componente del paesaggio, incomprensibile e superficiale nell’analisi finale della valutazione dei singoli impatti e delle modalità attraverso le quali vengono valutate le componenti ambientali;
- il progetto non riporta sufficienti dettagli sulle alternative progettuali e non giunge ad un confronto tra queste;
- lo studio di incidenza risulta incompleto per diversi aspetti e superficiale nei contenuti;
- l’eventuale realizzazione del progetto rappresenta una condizione insostenibile di permanenza per tutti gli abitanti dell’area circostante;
- l’eventuale realizzazione del progetto pone fine al mantenimento di quelle forme tradizionali di conduzione agricola che hanno caratterizzato l’area per più di un millennio e che ancora oggi, per condizioni sociali, culturali ed ambientali vengono rispettate.
Lo scorso 2 giugno (festa della Repubblica, ndr) il Comitato ha organizzato la "Prima camminata dell’Ariacheta contro l’eolico industriale"; alla manifestazione hanno aderito un notevole numero di comitati locali oltre ad alcune delle principali associazioni ambientaliste. Duecento persone si sono radunate per un incontro di opposizione al progetto e di informazione sulle energie alternative, ma anche di festa e di solidarietà; dopo una camminata attraverso i boschi per arrivare nei luoghi che saranno soggetti alla possibile realizzazione degli impianti eolici, si sono succeduti gli interventi dei vari rappresentanti con le loro testimonianze. Con particolare attenzione alla concretezza degli argomenti, il Comitato condivide la necessità di limitare il consumo di risorse, di perseguire uno sviluppo sostenibile e consapevole e di ricavare l’energia da fonti rinnovabili. Per queste ragioni sostiene e promuove i seguenti obiettivi in alternativa al progetto industriale proposto:
1. diffusione sul territorio comunale di piccoli impianti (mini eolico, mini idrico, fotovoltaico, biomasse) di potenza non superiore a 20-30 kw ad opera di soggetti privati per soddisfare i propri fabbisogni energetici e per immettere in rete la quota residua;
2. creazione di un “distretto energetico da energie rinnovabili” controllato dai cittadini;
3. opportunità per le aziende agricole di accedere ai contributi specifici nell’ambito del PSR per lo sviluppo di piccoli impianti per la produzione di energia allo scopo anche di consentire una integrazione del reddito sufficiente a mantenere la permanenza sul luogo delle persone che attualmente lo abitano;
4. ampia diffusione dell’ospitalità presso gli insediamenti rurali esistenti allo scopo di una miglior promozione e fruizione del territorio montano;
5. promozione di progetti educativi presso gli insediamenti abitati al fine di promuovere e divulgare i possibili modelli di sviluppo sostenibile e consapevole.
Sempre nel segno della concretezza, particolarmente significativo il racconto di Piero Romanelli: per chi non riuscisse a rendersi conto di cosa significhi avere una pala eolica sulla propria testa, consultare il filmato in rete all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=uJRYWdmik6k&feature=channel_page